LA NOSTRA REGIONE

marcheUna regione al vertice della classifica italiana per la longevit√† del suoi abitanti. Dopo l'enunciazione di questo dato statistico, non √® necessario parlare delle Marche per decantarne i pregi. Dal punto di vista Geografico, si pu√≤ affermare che in 20 minuti, in qualunque parte ci si trovi, si pu√≤ essere al mare, ai laghi, ai monti. E' vero, siamo una piccola regione con meno di 1.500.000 abitanti, ma la bellezza geografica √® riflessa nella forza della nostra economia. Sui crinali, s'incontrano antiche Abbazie, piccoli paesi medievali come Piticchio, Ripatransone, Piobbico o mille altri, nei quali convivono in perfetta simbiosi i contadini e i professionisti, le antiche osterie e i moderni ristoranti, la vita quotidiana e il turismo.

urbinoAllo stesso modo convivono le vestigia di antichi popoli: i Galli Senoni che fondarono Senigallia; i Piceni con i sempre vivi ricordi medievali; Gradara con l'amore fra Paolo e Francesca celebrato dal Divino Poeta, croce di tutti gli studenti; Urbino esempio globale di conservazione dell'antico e sede di una moderna e frequentatissima universit√†; la Rocca di San Leo con l'esoterismo di Cagliostro; Macerata con lo Sferisterio; Ascoli In cui la presenza del Piceni √® tangibile; Ancona con le sue storie di antica pirateria ed il moderno porto turistico e commerciale. 



federicoPossiamo raccontare storie antiche e moderne di uomini che hanno scritto a grandi lettere la poesia, la musica, la pittura, la scultura, l'e√ßonomia, la religione, la politica. Possiamo parlare di Raffaello, di Leopardi, di Rossini, di Pergolesi, di Papa Pio IX, dei Malatesta, di Merloni, di Pomodoro, di Della Valle, di Guzzini, di Pieralisi, o dello sconosciuto contadino che con l'amore per la sua terra ha fatto conoscere a tutto il mondo le olive Ascolane, i prosciutti di Carpegna, le lenticchie di Castelluccio, i tartufi di Acqualagna e i vini, tutti I grandi vini Marchigiani: dal Verdicchio, al Bianchello, al Falerlo, al Lacrima di Morro d'Aiba. 

 

frasassiPossiamo magnificare opere della natura come le grotte di Frasassi o il lavoro dell'uomo come la cartiera di Fabriano. Non dobbiamo farei trarre in inganno dall'immaginario del modernismo. In questa regione convivono in perfetta sinergia il contadino che ancora utilizza il lavoro delle braccia e dei buoi con l'imprenditore agricolo che, per una legge irrinunciabile dell'economia, ha seguito l'evoluzione dei tempi e lavora con un trattore che costa quanto una Ferrari, mentre, nella cabina insonorizzata e con l'aria condizionata, ascolta musica da C.D. o telefona con il cellulare; l'antico clabattino che lavora piegato sul banchetto con l'imprenditore calzaturiero che offre lavoro a 500 operai e firma le sue creazioni; la sarta che fa ancora le riparazioni con la Griff internazionale.


E' questo le scenario fantastico di questa regione: forse è questa la ricetta per la longevità.